La chiesetta

 

L'impianto originale risale al XIIIsecolo ma fu ampliata nel 1542. Nel 1574 San Carlo Borromeo giunge a Mombello per la sua prima visita pastorale, nella notte piovosa del 13 Luglio, riposandosi presso la Casa Parrocchiale nel pomeriggio del giorno seguente si diresse a Santa Maria. Visitandola, si raccomandò che si provvedesse ad introdurre due candelabri di ottone ed una croce.

Nel 1604, il cardinale Federico Borromeo ci testimonia il buono stato di conservazione della chiesa che comunque non è sufficientemente ampia per contenere tutti i fedeli.

Dopo varie vicissitudini dovute principalmente alle avverse condizioni metereologiche, arriviamo ai nostri giorni, nei quali possiamo ammirare la chiesetta restaurata. L’interno della chiesa, sobrio e povero, ha un’unica immagine che occupa l’intera parte di fondo dell’abside a forma quadrata con volte a crociera. L’affresco è divisibile in tre settori: una lunetta, una parte mediana e la parte sottostante.

 

LUNETTA

Cristo in croce con il cielo azzurro e tre colline. Cranio di Adamo, ai piedi della croce. Questo indica il legame tra il peccato originale e la redenzione operata dalla Passione e morte di Gesù. Maria e San Giovanni Evangelista vegliano sofferenti. Due angeli mostrano i calici dove hanno raccolto il sangue di Gesù. Richiamo all’Eucarestia, sacramento del corpo e del sangue di Gesù.

 

PREDELLA

Non è possibile sapere cosa raffigurasse. Sicuramente era divisa in tre scomparti. E’ rimasto questo tondo con raffigurate due sante: una con un bimbo in braccio, l’altra sostiene la palma del martirio.

 

MEDIANA

Presentazione di Gesù al tempio, con la purificazione di Maria. A destra S. Bernardo con S. Sebastiano con nove frecce. A sinistra, S. Antonio e S. Rocco vestiti in abiti cinquecenteschi. La scelta dei santi non è casuale: ma derivante spesso da devozioni personali del committente, dell’artista, del luogo in cui si allestisce l’opera. S. Sebastiano aiutò i cristiani, venne trafitto da numerose frecce ma non morì. Venne poi ucciso tramite flagellazione. Il culto di S. Sebastiano si diffuse, anche perché nel VII secolo gli furono attribuiti meriti della fine di un’epidemia.

S. Bernardo ha una catena con attaccato un demone (il cosiddetto “Ciapìn de Santa Maria”). Gli furono attribuite molte guarigioni di ossessi e lotte contro il diavolo. San Rocco è raffigurato con il cane, che secondo la leggenda gli portò il cibo mentre era malato di peste. Era invocato per proteggere dalla peste ed è protettore degli animali.Alla devozione del mondo contadino è legato il culto si S. Antonio, patrono degli animali. Veniva invocato per guarire dall’Herpes Zoster, detto anche fuoco di S. Antonio. Hanno in comune capacità taumaturgiche, contro epidemie, catastrofi naturali, malattie del bestiame e possessioni maligne.

 

Il restauro più recente risale agli anni settanta: nel 1976 le prime idee di restauro, nel 1977 nasce il Comitato dei restauri, nel 1982 la chiesa è restaurata. Il 12 Giugno 1982, infatti, Mons. Renato Corti consacra il nuovo altare, deponendo le reliquie dei Santi Mario, Ambrogio, Carlo.

Nel 1982 nasce anche il Palio delle frazioni mombellesi sia per raccogliere fondi per completare i lavori, ma anche per mantenere vivo l’interesse nei confronti del culto.

 

 

Alcuni dicono che lo stesso nome della frazione Corte derivi dalle Cohortes romane cioè le parti avanzate delle legioni; tanto più che Mombello è confinante con Leggiuno, nome che riconduce alle Legiones, le legioni romane. 

Associazione culturale 

S. Maria di Corte



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